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L'olio di Palma

Da un po' di tempo ormai sentiamo parlare dell'annosa questione "Olio di Palma".
Diversi siti e blog si sono scatenati contro l'uso di questo alimento con le accuse più varie: è dannoso per la salute, provoca il cancro, è nocivo per l'ambiente.
Nel panorama dell'informazione e della disinformazione che oggi si trova in rete, abbiamo deciso di partire con il nostro approfondimento da fonti d'informazione autorevoli e credibili.

 

Una sana alimentazione 

 

  • Secondo le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, "è necessario che nella nostra alimentazione i grassi siano mediamente presenti in una quantità compresa tra il 20% e il 35% della quota calorica giornaliera complessiva. Per quanto riguarda la loro qualità, la ripartizione suggerita è la seguente:

Acidi grassi saturi - non più del 7-10% delle calorie totali

Acidi grassi monoinsaturi - fino al 20% delle calorie totali

Acidi grassi polinsaturi - circa il 7% delle calorie totali con un rapporto omega-6/omega-3 intorno a 5:1"

 

  • Il Ministero della Sallute, in uno studio divulgativo sulla Corretta Alimentazione, spiega le proprietà dei grassi: 
    "I grassi presenti negli alimenti rappresentano la fonte più concentrata di energia. Sono importanti per assicurare il senso di sazietà e per trasportare le vitamine liposolubili. 
    Gli acidi grassi saturi hanno prevalentemente una funzione energetica. 
    Gli acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) e i polinsaturi hanno importanti ruoli sia sotto l’aspetto strutturale che metabolico.
    Tra questi ultimi ve ne sono due, l’acido linoleico precursore degli acidi polinsaturi della serie omega 6 e l’acido alfa-linolenico precursore degli acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, che sono essenziali in quanto non possono essere sintetizzati dall’organismo a partire da altre sostanze." 

 

Dagli studi effettuati risulta quindi che, per seguire un regime alimentare corretto, abbiamo bisogno anche di grassi, in giusta misura e secondo il nostro stile di vita.


 

Cos'è l'Olio di Palma

A fronte delle linee guida che abbiamo appena preso in considerazione, vediamo ora cos'è l'Olio di Palma e qual'è la sua composizione.
L'Olio di Palma è un olio vegetale saturo, ricavato dalle palme da olio, principalmente Elaeis guineensis, produttrici di frutti la cui polpa è ricca di grassi.

La LILT - Lega Tumori di Genova, in un articolo sul suo sito, spiega la composizione dell'olio di Plama:

Palmitico (44%) – Stearico (4.6 %) – Miristico (1 %) – Oleico (38 %) – Linolenico (11%)


RIASSUMENDO:

L'Olio di Palma è formato per circa il 50% da acidi grassi saturi (che hanno funzione energetica) e per il 49% da monoinsaturi e polinsaturi (che hanno importanti ruoli sia sotto l’aspetto strutturale che metabolico). 


 

Olio di Palma, malattie cardiovascolari e tumori

  • Nello stesso articolo della LILT viene evidenziato come
    "Il consumo occasionale di olio di palma non rappresenta un problema particolare per la salute delle persone. Le cose cambiano quando viene assunto ogni giorno, più volte al giorno sotto varie forme. Cioè dipende da quanto ne consumiamo... D’altra parte, trattandosi di un grasso saturo, va considerato esattamente come tutti gli altri grassi saturi: pensiamo per esempio al burro o allo strutto. "

  • Anche la Fondazione Umberto Veronesi, sul suo sito, si è interessata all'argomento: "L'Olio di Palma è ricco di acidi grassi saturi, il cui consumo eccessivo risulta correlato a un aumento del rischio cardiovascolare. Detto ciò, l’olio di cocco e il burro ne custodiscono una quantità maggiore. Ma è dell’olio di palma che oggi parlano tutti. Sostituirlo è possibile, ma in pochi casi si ottiene un reale vantaggio per la salute."

  • Lo stesso articolo cita uno studio effettuato da alcuni ricercatori dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition "da cui, dopo la revisione di 51 studi, è emerso come diete ricche in olio di palma aumentino la quantità di colesterolo totale più di quanto non accada in diete abbondanti di altri acidi grassi saturi. Nessuna variazione significativa, però, è emersa sui valori del colesterolo “cattivo” Ldl."
    Dallo studio scientifico pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition, emerge come "studi recenti sembrano ridimensionare il ruolo negativo degli acidi grassi saturi sul rischio cardiovascolare. La maggior parte degli studi sembrano dimostrare un effetto protettivo degli acidi grassi polinsaturi quando questi sostituiscono parzialmente gli acidi grassi saturi nella dieta, il che suggerisce l’importanza e la necessità di ulteriori ricerche che chiariscano quale dovrebbe essere il rapporto ottimale tra acidi grassi saturi ed insaturi nella dieta.
    Per quanto riguarda il rischio per i tumori esistono pochi studi specifici al riguardo e non evidenziano un ruolo degli acidi grassi saturi, dell’acido palmitico o dell’olio di palma nello sviluppo di tumori.
    Nonostante importanti incertezze nella conoscenza della relazione tra i grassi alimentari e la salute, questa revisione non fornisce chiare evidenze di un ruolo negativo sulla salute dell’acido palmitico, e ancora meno dell’olio di palma, di cui l’acido palmitico è solo uno dei componenti. L’olio di palma contiene infatti altri acidi grassi, principalmente l’acido oleico ed anche composti antiossidanti il cui effetto potrebbe essere favorevole."